Skip to main content

Come fermare i pensieri tossici

Una problematica molto comune, che può affliggere con diversi gradi di intensità, consiste nella produzione da parte della mente di pensieri indesiderati.

Il fallimento dell’elaborazione psichica

Questi pensieri molesti possono comparire come “fulmini a ciel sereno”, facendo irruzione nella coscienza nei momenti più disparati, oppure possono svilupparsi lentamente, a partire da un’idea o da una questione che non riescono a venir liquidate dall’apparato psichico e che dunque finiscono per assumere proporzioni abnormi e colpevolizzanti.

In entrambe le situazioni l’elaborazione psichica (finalizzata alla sintesi, all’integrazione e alla riduzione del problema ai suoi minimi termini) fallisce lasciando il campo a un proliferare di ragionamenti fuorvianti e ripetitivi, di cui non si vede mai nè una fine nè una conclusione che sia quella (non più passibile di esser messa nuovamente in discussione).

Il pensiero intenzionalmente diretto in questi casi perde la sua capacità di contenimento delle idee apparentemente assurde di natura spesso inconscia che si affacciano alla coscienza.

La mente anziché isolare e sottoporre al vaglio tali idee (per coglierne la natura, la struttura e infine l’effettivo significato e utilità), ne viene sopraffatta.

A questo punto, nel tentativo di riprendere il controllo perduto, essa fa partire altri pensieri, che però si collocano allo stesso livello delle idee di partenza. Invece che operare una manovra di decentramento e di mantenimento di una vigilanza superiore, la mente compie l’errore cognitivo di mettersi a “dialogare” con tali idee, trattando i loro contenuti in maniera “letterale” e non figurata.

Il dialogo che ne consegue risulta simile a un teatro dell’assurdo; non solo non porta da nessuna parte ma sfinisce pure le energie mentali.

La rimuginazione, il loop ossessivo, il congetturare all’infinito appaiono come il risultato della perdita della funzione superiore di sintesi della coscienza, un suo perdersi in sterili elucubrazioni, macchinazioni senza costrutto e senza utilità che però sfiancano e infine producono un dolore psichico a volte molto invalidante.

Il dolore è il prodotto della fatica mentale connessa a questo incessante e inutile “pensare”. Tuttavia, oltre che ad essere provocato dal processo in quanto tale, esso scaturisce pure dai contenuti dei pensieri ossessivi, spesso di natura profondamente negativa e nichilista.

Esempi clinici

Prendiamo un paio di esempi concreti.

Il primo riguarda il caso di un’idea inconscia che irrompe improvvisamente nella coscienza.

Un giovane uomo, mentre sta godendosi il sonnellino domenicale nella terrazza di casa sua, tutto ad un tratto pensa a come sarebbe brutto dover morire proprio in quel momento.

Anziché liquidare l’idea della morte, scacciandola dalla coscienza o contenendola attraverso un decentramento rispetto ad essa (mettendo l’idea in prospettiva diventa possibile capire il vero motivo per cui è venuta alla mente - un lutto recente, un cambiamento di vita importante ecc…- e quindi disattivare il suo potenziale patogeno) egli dà inizio a un dialogo con essa.

Le dice di lasciarlo in pace, che lui non vuole morire. Lei può così cominciare a rispondergli, ricordandogli che anche lui morirà come tutti gli uomini, suggerendogli magari di buttarsi giù dalla terrazza tanto per togliersi il pensiero una volta per tutte. L’uomo potrebbe replicare che ha ancora molto da capire e scoprire della vita, ma mentre pensa a ciò gli può venire in mente che infondo cosa gli fa credere che in futuro andrà meglio? Perché il futuro dovrebbe riservargli delle sorprese se tanto fino a oggi è stato tutto un piattume ecc…ecc…

In questo esempio si vede bene la struttura a “scatole cinesi” della ruminazione ossessiva, la sua inutilità nel cogliere il vero messaggio dell’idea inconscia nonché il contenuto tendenzialmente luttuoso e catastrofista dei pensieri che seguono a cascata.

Un secondo esempio riguarda un altro caso molto comune, una donna alle prese con idee di tradimento del partner. L’idea in questo caso non arriva all’improvviso ma nasce e cresce piano piano dentro di lei.

Il fallimento dell’elaborazione psichica si vede nel momento in cui ella, invece che soffermarsi sulle mancanze che riguardano il suo rapporto di coppia, sul livello generale di soddisfazione della propria vita, inizia a intrattenere un dialogo con l’idea di tradimento.

Perché non mi lasci in pace, forse sono una brutta persona? Eh se vuoi tradire il tuo povero fidanzato certo che sei cattiva ed egoista! Ma io non voglio essere cattiva. Allora comportati da brava persona! Si si devo smettere di vedere l’altro ragazzo, è l’unica cosa da fare. Certo che tu non sei mai contenta! Ecc…

Anche qui si nota come il messaggio che viene dall’inconscio non venga collocato e interpretato correttamente; il pensiero così degenera in una rimuginazione colpevolizzante a cui si legano condotte compulsive e contraddittorie che tentano invano di risolvere nei fatti una questione complessa (un conflitto non elaborato dà sempre luogo ad atti contraddittori- allontanare l’altro ragazzo dicendogli di non cercarla più per poi cercarlo lei alla prima occasione buona)

 

Le potenzialità della psicoterapia

A questo punto si capisce bene come la psicoterapia possa davvero incidere in problematiche di questa natura, perché potenzia la capacità di contenimento della mente rispetto alle idee apparentemente assurde o in contrasto con l’idea di sé.

Gli elementi assurdi o incompatibili con l’idea di sè acquistano senso e tridimensionalità, potendo così essere indagati con un distacco sufficiente.

Il potenziamento dell’attività di elaborazione psichica si traduce non solo in un ridimensionamento se non addirittura in uno spegnimento del congetturare, in un sollievo rispetto alla pressione e al dolore psichico conseguente.

Esso si accompagna pure ad un guadagno supplementare rispetto alla guarigione dai sintomi, ovvero a una conoscenza di se stessi più piena completa, a una possibilità di cambiamento che non escluda i desideri più veri, alla sensazione di vivere finalmente una vita più piena e più ricca perché in linea con chi si è e si vuole nel profondo.



Idee fisse, Aiuto psicoterapeutico

Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.

L'autrice
Dott.ssa Sibilla Ulivi, Psicologa e Psicoterapeuta iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia (n°81/81).

Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.

Senti che è arrivato il momento per vivere meglio il presente?
Seguimi anche sui miei social