Incontro d'anime e psicologia dell'amore profondo
L'attrazione e il silenzio oltre le parole
Ci sono incontri in cui l’altro lo si sente senza bisogno di parole. Anzi, la parola spesso allontana, invece di avvicinare. Cosa ci attrae così tanto di qualcuno? L’attrazione è già amore?
Forse sono domande mal poste. Forse tutto dipende dalla sensibilità di chi guarda.
Per un soggetto l’attrazione può già coincidere con la resa incondizionata, con la prontezza all’accoglienza totale. Ma per un altro restar colpiti è solo una questione d’ immagine, di capriccio momentaneo che col tempo andrà scemando.
Amore della mancanza e riconoscimento
Probabilmente solo il primo dei due è predisposto all’amore inteso come amore della mancanza. E non per proiezione, per mero riconoscimento di sè. Il senso dell’umano porta naturalmente ad andare oltre l’apparenza, a soffermarsi su dettagli sottili, che riflettono verità eccedenti la maschera sociale. É empatia, è contatto con l’universo invisibile che pulsa dentro una persona, e che si può cogliere in un istante. Le delusioni, le ferite, gli anni, la fatica, la solitudine. La lettura è completa, senza domande e senza dubbi.
Il linguaggio dell'anima e il timore della vulnerabilità
Le intese così possono essere reciproche, svelarsi o restare silenti, come un sotto testo noto a entrambi ma difficile da esprimere. Quale linguaggio richiede l’amore? Si può dire mi piaci, sei bello, sto bene con te.
Ma dire sento il tuo dolore, ad ogni sguardo navigo dentro di te come una barca a vela che da sempre segue quella rotta non si può. Il timore di destabilizzare, di violare il diritto a non essere visti e a non essere amati frena gli slanci. L’amore è rispettoso e pudico, si nasconde perché vede e vuole troppo, si eclissa per vergogna. Non sa dove stare, dove collocarsi. Gli spregiudicati e i coraggiosi riescono a viverlo in pienezza, ma spesso anche loro vengono rifiutati, ridicolizzati, non capiti. La dichiarazione può andare incontro a fraintendimenti, incomprensioni, ritardi di realizzazione, rifiuti. Ma, quando finalmente avviene, è sollievo e balsamo.
L'amore mancanza: rottura dell'ordinario
Questo amore mancanza ha un effetto particolare sulle persone. Oltre a tormentarle per la sua singolare e irragionevole apparizione, le spedisce in un mondo irreale, che però è più vivido di quello classico e ordinato della quotidianità.
Non è un luogo di piacere, rassicurante, rilassante. É un ambiente che estranea. Che rivela aspetti di sé normalmente oscuri. L’ordinario perde di significato, si è come catapultati fuori dalle sceneggiature che danno senso alle giornate. Tutto sembra scolorire, o iniziare a tremare, o sembrare stranamente immobile.
La solitudine è avvertita nella sua dimensione esistenziale, la propria e quella dell’altro. Si capisce anche come di solito ci si raccontino storie per alleviarne la consapevolezza. L’amore solleva veli e rimozioni. Ci si bastava, e ora invece non più. Non è solo voglia di stare appresso all’altro. É coscienza dell’autoinganno.
Difese emotive e paura di perdere il controllo
Questi sentimenti si vivono sopratutto da giovani, perché si è più disposti a buttarsi a capofitto nelle relazioni. Non è la vita adulta ad affievolire le percezioni, ma il senso di abitudine, la riservatezza e la difesa del proprio equilibrio. Dopo qualche batosta la gente si chiude, preferisce piaceri e situazioni che non destabilizzino. Che non sbalzino fuori dalle coordinate temporali, non riducano l’efficienza e la possibilità di godere delle proprie abitudini.
L’individualismo ha questo fine, stabilizzare il più possibile il quadro della realtà. Se non mi interesso di nessuno, non posso venir ferito, non vado incontro a malumori, a mancanze, a dispiaceri. Se considero gli altri come oggetti interessanti, da cui preferibilmente estrarre il meglio senza mettermi nei loro panni reali, se sono sempre identificato al mio Io, se scherzo, gioco e non mi mostro mai per chi sono veramente, guadagno una vita serena e in controllo.
Ma se abbasso le difese e per caso vedo oltre l’apparenza, se aggancio l’informe dietro la facciata allora sono guai. É l’amore.
Differenza tra amore terapeutico e amore romantico
Non sempre, si dirà, quando si legge qualcuno lo si ama. Questo è vero e falso, insieme. Uno psicologo per esempio ama i suoi pazienti, ma non in modo romantico o passionale. Per lui sono persone, sono mondi, in cui entra in punta di piedi ma senza alcuna attesa d’esser visto. É amore altruistico, e se così non fosse la terapia non avrebbe alcun senso, anzi, sarebbe tossica.
Nell’amore in cui si legge l’altro esiste invece la componente d’esser riletti a propria volta. Istantaneamente. Non si fanno domande, non avviene una conversazione normale. Il colloquio, strumento utilissimo in alcune circostanze, non ha alcun senso in amore. Anzi, insistere nel parlare normalmente è una difesa, un tentativo di liberarsi di un ospite imprevisto e perturbante.
L'impatto della pulsione e il risveglio dei traumi passati
E poi c’è l’elemento pulsionale, quel corpo, quegli occhi, quelle labbra. Che non corrispondono a nessuna forma canonica. Altezza, peso, capelli, poco importano. Anche l’età è solo un dettaglio.
Una forma si impone, con il suo carico dolente. Nell’amore si toccano subito i traumi dell’altro. E se per caso non sono stati digeriti l’amore può diventare un campo di battaglia rovente ed é un attimo risvegliare i mostri del passato.
La fuga dall'amore nei giovani: il timore di soffrire
In seduta ascolto sempre più spesso giovani terrorizzati dalla possibilità di potersi innamorare, anche contraccambiati. Dicono che non hanno voglia di patire, di dipendere, di avvertire il vuoto nel pieno. Se incontrano qualcuno che vedono e da cui sono visti fuggono a gambe levate. Fanno di tutto per perderlo. Magari lo trattano anche male, con distacco, con furia, con disprezzo. Mentre dentro lo amano, lo sognano. Sanno che è la persona giusta, ma fabbricano giustificazioni per dire che si tratta di quella sbagliata. E provano a denigrarne la forma fisica, l’ignoranza, l’assenza di eleganza o di buone maniere. Quando, irragionevolmente, i suoi difetti provocano tenerezza e desiderio di protezione, nonché possibilità di essere se stessi.
Ma quella rilassatezza mette in allarme, quel sentirsi a proprio agio non va tanto bene. Meglio la grigia, sicura e prevedibile realtà di ogni giorno. Lui o lei restano nella notte, nel mondo dei sogni. A debita distanza.
Negli adulti non va molto meglio. Preferiscono anche loro la calda quiete o la disimpegnata allegria. Fortunatamente ci sono i social , le vetrine online per svagarsi senza impegno. L’amore non trova posto da nessuna parte, è un inquilino fastidioso. Accende voglie sopite, fa sentire troppo vivi, strappa dal mare di narrazioni su se stessi e sulla vita. Rompe le sicurezze, riduce l’efficienza, suscita domande scomode. E ci fa vedere per chi siamo, esseri balbettanti e affaticati in un mondo misterioso.
Resistere all'angoscia: la resistenza del sentimento sostanziale
Abbiamo la falsa convinzione che l’amore sia un processo lineare, tutto in ascesa. Ma quando le forze in gioco sono potenti è normalissimo indietreggiare, avere paura d'amare. É un peccato però che l’angoscia cristallizzi in una posizione, infligga il dolore dell’assenza, o l’anestesia della fuga.
Dopo i distacchi, a volte necessari per capirsi, per metabolizzare, per riacquistare lucidità, ci sono però i ritorni. E quando l’amore è sostanziale, anche se negato e maltrattato, rispunta fuori, come le foglioline novelle dopo le potature.
Una caratteristica è proprio questa: possono passare mesi, a volte anni, possono sovrapporsi dolori, sbandamenti, malattie, incomprensioni. Ma il sentimento così si ripresenta, puntuale, resistente, come una nave che non può affondare.
La sincronicità junghiana e l'energia trasformativa della coppia
Ci sono coppie che fanno confluire l’amore mancanza in atto creativo. Jung sosteneva che la connessione emotiva immediata fra due persone non fosse casuale e legata solo all’intesa fisica e mentale. Individuava un elemento trascendente, forse un essersi già incontrati o un essere destinati l’uno all’altra.
Le anime che si toccano non si limitano alla costruzione di un mondo a due ma sprigionano energie che trasformano profondamente entrambi. L’amore fa maturare, nel senso che aiuta ad esprimere a fondo il proprio potenziale. Nell’abbandono al flusso dell’amore si liberano le energie creative bloccate, non solo per effetto delle sensazioni inebrianti, ma soprattuto per la semplice presenza dell’altro. Per il riconoscere e l’essere riconosciuti in un solo movimento.
La presenza e la responsabilità nell'incontro
La presenza è qualcosa di non misurabile in termini quantitativi. Esistono persone che stanno sempre insieme e non si scambiano molto, mentre altre che non si vedono spesso pur non lasciandosi mai. Lo stare accanto non è legato alla soddisfazione dei bisogni, è una solidarietà diversa, non è nemmeno un fare il tifo. É esistere, esserci, in un dialogo muto ma potente.
Capita spesso che gli amanti diano il via a dei progetti che hanno una ricaduta positiva nel sociale e nella comunità umana, proprio per il rilasciarsi di forze annidate nel fondo dell’essere.
L’amore non potenzia l’Io, ma favorisce l’allentamento del controllo rigido. Non disinibisce disordinatamente, anche se l’elemento impetuoso può confondere. Fa emergere la vulnerabilità, dato che tocca corde profondissime. Tuttavia non fa mai stare male in maniera deliberata.
Se graffia è perchè non può essere vissuto, perché non viene detto, perché esistono degli ostacoli, perché la conoscenza non è completa e le paure d’esser feriti sono tante. Ma non infligge una violenza fine a se stessa. Il ridimensionamento dell’Io non costituisce l’esito di una castrazione né tantomeno di un potere sadico sull’altro.
La cura ha un ruolo chiave, cura che però avviene fra persone grandi, capaci di stare in piedi da sole non nel senso dell’autonomia fine a se stessa ma in quello della responsabilità personale.
L’equilibrio è dato dal fatto che nessuno vuole andar a traino dell’altro, schiavizzare o passivizzare. Le individualità restano distinte, pur nell’incontro.