Quali sono le differenze in amore fra tipi estroversi e introversi ?
Come insegnava Jung nessun essere umano aderisce completamente ad una tipologia psicologica escludendo del tutto gli aspetti di quella opposta o complementare.
Come insegnava Jung nessun essere umano aderisce completamente ad una tipologia psicologica escludendo del tutto gli aspetti di quella opposta o complementare.
Accettare in età adulta un comportamento di abuso emotivo da parte di un partner o di una figura affettivamente significativa sottende sempre la presenza nell’infanzia di chi subisce una serie di abusi e umiliazioni non elaborati.
La forza di volontà può essere accostata alla perseveranza, ovvero alla capacità dell’Io di mantenere una rotta e una direzione nonostante la fatica, le condizioni avverse e la lontananza dall’obiettivo.
Il sentimento di insoddisfazione in genere viene percepito come una sensazione interiore di irrequieta mancanza, che può accompagnarsi alla rassegnata percezione di esclusione da una supposta condizione di felicità senza sbavature.
L’amicizia può essere vissuta a differenti livelli di consapevolezza e di profondità; essi ne determinano sia il grado di “tenuta” nel tempo che la qualità (la ricchezza dello scambio e del benessere percepito).
La fiducia in se stessi “sostanziale” è molto diversa sia dall’esibizione di modalità e atteggiamenti spavaldi, sia dalla convinzione nella propria superiorità ed “elezione” rispetto agli altri.
La ragione a rigore non si pone “contro” le emozioni. Si crede falsamente che la persona razionale diffidi di ogni manifestazione emotiva, propria o altrui, bloccandola sul nascere o incapsulandola in un angolo remoto del proprio essere.
I giovanissimi oramai, quando non si vedono di persona, comunicano fra di loro solo ed esclusivamente tramite app di messaggistica istantanea o canali social (whatsapp, instagram ecc...).
La paura è il sentimento paralizzante per eccellenza. Essa si differenza sia dall’ansia che dall’angoscia, che pure le sono affini, nella misura in cui si lega espressamente a un oggetto specifico (mentre si può essere angosciati anche senza un motivo tangibile e concreto).
Liberarsi dalla compiacenza è una delle conquiste più produttive a cui può portare un percorso psicoterapeutico.
Una problematica molto comune, che può affliggere con diversi gradi di intensità, consiste nella produzione da parte della mente di pensieri indesiderati.
Esistono periodi nell’arco di un’esistenza in cui i problemi e le difficoltà sembrano non finire mai, accavallandosi senza sosta.
L’importanza delle vacanze è lapalissiana: il riposo, l’avventura, la libertà dai doveri o il semplice tempo tutto per sè favoriscono la rigenerazione psicofisica, una sorta di “reset”, di annullamento di preoccupazioni e di tensioni disturbanti.
L’intuizione è una risorsa psicologica preziosissima, purtroppo non adeguatamente valorizzata nel contesto sociale contemporaneo.
Ruminazione, senso di vuoto, rabbia, sentimenti luttuosi sono i principali sintomi che segnalano la difficoltà di voltare pagina dopo il fallimento di un progetto importante, sia esso di natura sentimentale, familiare o professionale.
Perplessità e sconcerto, ancora prima di rabbia e dolore, sono i vissuti che più si accompagnano all’esperienza dell’improvvisa chiusura emotiva dopo un periodo di frequentazione amorosa intenso ed esaltante.
Ancora oggi in terapia molte donne sostengono come un fatto ovvio la costitutiva, minore intensità del desiderio femminile rispetto a quello maschile, spesso per giustificare problematiche nella sfera sessuale, il disinteresse, l’apatia o la frustrazione nei confronti della sessualità.
Un fenomeno che frequentemente si associa a malesseri psicologici anche molto diversi fra di loro è l’infiacchimento della “forza mentale”.
È difficile per un terapeuta incontrare direttamente un “dipendente da lavoro”. Coloro che sviluppano una dipendenza infatti sono talmente invischiati con l’oggetto della loro attenzione ossessiva, da non rendersi conto del proprio stato di malessere.
Interpretazione in terapia non significa soltanto restituzione (tramite la parola dell’analista) dei motivi inconsci sottesi ad azioni sintomatiche, a ripetizioni di schemi relazionali sconfortanti o a pensieri e affetti deprimenti.
Prima di iniziare un percorso terapeutico (o durante le sue prime fasi) non è raro che le persone si pongano delle domande rispetto al tema del cambiamento.
ll campo della psicologia criminale ha sempre affascinato il grande pubblico. Romanzi, film, articoli vari ispirati a grandi delitti ce ne sono sempre stati. Raramente però veniva data la parola direttamente all’assassino, come invece sta accadendo ultimamente.
La paura è spesso definita come un’emozione “primitiva”, legata strettamente alla conservazione della vita. Lo stato di allerta che induce affina la percezione del pericolo e tutto il sistema nervoso si attiva per rispondere prontamente agli stimoli.
Periodi difficili, momenti di smarrimento, circostanze luttuose fanno parte dell’esperienza comune ad ogni uomo e pertanto non sono da considerare di per sé come eventi patologici.
Male oscuro, Aiuto psicoterapeutico , Affrontare il senso di vuoto, Guarire dai sintomi, Oscillazioni del tono dell'umore
Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.